Acqua azzura, acqua chiara. Ma non in Basilicata!

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Mentre le acque del Pertusillo si colorano di un orrido marrone scuro, la Regione Basilicata invita i bambini a colorare i pozzi di trivellazione.

Non è uno scherzo, ma la pura realtà: secondo il Fatto Quotidiano di oggi, l’ente regionale lucano ha infatti finanziato la pubblicazione di un libro per bambini da leggere e colorare, fra le cui pagine compare anche la fantastica “Valle dell’energia”, rappresentata dal disegno di un grande pozzo per l’estrazione di petrolio (cui si accompagna l’invito a colorare la testa del pozzo, per “provare che ci sei stato”), e da simpatiche domande per stimolare la curiosità dei piccoli, del tipo: “Quanti litri d’acqua bevi tu al giorno?”. Per la serie: oltre al danno, la beffa. Come se non bastasse, fra le “curiosità”, gli autori vantano che quello della zona lucana è il più grande giacimento petrolifero d’Europa, e lo definiscono come un piccolo “mare nero nascosto dalle profondità della terra”.

A tal proposito, ci terremmo a informare gli editori e gli autori di quel libro, nonché i finanziatori dello stesso, che nel caso in cui non se ne fossero accorti, nel frattempo, ad essere nero è il lago del Pertusillo, il cui inquinamento è da anni al centro di grandi polemiche e manifestazioni. Molti sapranno che l’invaso che fornisce acqua sia ai lucani che ai pugliesi, è circondato dal Cova di Viggiano oltre che da pozzi petroliferi, e che già tre anni fa alcuni abitanti della zona denunciarono una strana quanto grave moria di pesci, probabilmente determinata dai reflui e dai fanghi provenienti dai giacimenti. Ai cittadini lucani però le rassicurazioni fornite sia dal centro oli che dall’ente preposto al monitoraggio e al controllo dei fattori di rischio per la protezione dell’ambiente (ARPAB), non bastano più. Per questo il Movimento 5 Stelle, non solo a livello locale ma soprattutto a livello nazionale, richiede da diverso tempo indagini più approfondite sui rischi effettivi determinati da tale inquinamento.

Nell’attesa dei dovuti chiarimenti, inviteremmo i genitori dei bambini, i quali sfogliando l’inopportuno libretto si troveranno davanti al compito di chiedere agli abitanti di queste zone perché non sono contenti di convivere con il petrolio, a rivelare ai propri figli l’esistenza di fonti di energia alternative, ma soprattutto rispettose del territorio in cui vivono.

La salvaguardia dell’ambiente è uno dei fari del programma del nostro Movimento, e in tema di energia ci siamo posti obiettivi ben precisi, che vanno dall’uscita del carbone dal sistema energetico entro il 2020, fino ad arrivare alla totale uscita del nostro paese dall’economia delle fonti fossili entro il 2050, il tutto tutelando i posti di lavoro. I fondi ci sono: lo Stato spreca diversi miliardi all’anno nel finanziamento del settore fossile, miliardi che potrebbero essere indirizzati verso un progetto e un futuro più sostenibili.
È per questo motivo che siamo indignati dall’educazione insana che la Regione Basilicata vuole inculcare ai nostri figli. Un’educazione volta all’accettazione di tali disastri ambientali e al perseguimento di una politica economica e ambientale che già si è rivelata fallimentare, oltre che dannosa per la nostra salute.

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