Covid e scuole: l’incompetenza di Bardi e dall’armata Branca-Leone

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La Giunta Regionale di Bardi rivela ogni giorno di più la sua incapacità di gestione.

Possiamo gridare a gran voce che gli Enti Locali sono stati lasciati completamente soli a gestire l’emergenza epidemiologica. E’ mancato dialogo, coordinamento, supporto. Abbiamo assistito, piuttosto, ad un continuo scarica barile.

La Regione Basilicata, per nascondere le sue evidenti deficienze organizzative e decisionali, ha fatto leva sul senso di responsabilità dei Sindaci e sulla loro volontà di tutelare i propri cittadini per sollevarsi da ogni responsabilità gestionale, salvo poi annunciare, a soli due giorni dalla ripresa delle lezioni, la sospensione della didattica in presenza per le scuole superiori. Tutto ciò quando i Comuni avevano già organizzato e in gran parte realizzato le attività di screening della popolazione scolastica.

E al diavolo tutto il lavoro fatto da chi ha impiegato, gratuitamente e per il solo interesse collettivo, il proprio tempo e il proprio impegno e al diavolo anche i Sindaci, tanto chi li ha mai ricevuti, chi ha mai parlato con loro, chi ha mai ascoltato le loro istanze!

Un Comune come quello di Pisticci che, non essendo capoluogo né politicamente affine alla Regione non ha usufruito del supporto dell’Azienda Sanitaria pur essendo un comune popoloso, ha dovuto mettere in moto una macchina organizzativa imponente e, avendo un Sindaco responsabile ed attento, ha impegnato risorse economiche importanti per fare lo screening alla popolazione scolastica (e non solo: ricordiamo i test antigenici svolti per gli esercenti le attività commerciali e per i cittadini che rientravano per le vacanze natalizie).

Lo sforzo è stato massimizzato e l’organizzazione è stata ancora più difficile. Tutto questo per creare le migliori condizioni affinché la vita quotidiana di tutti noi ricominciasse in totale sicurezza.

E allora, cari amministratori regionali, condividiamo e facciamo nostra la frase conclusiva di un post del Sindaco Viviana Verri: “Fateci un favore, andatevene a casa!

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