Diciamo basta al circo con gli animali!

0
270

Il circo degli animali è ritornato in città“. Proprio in questi giorni, infatti, l’ennesima compagnia circense ha rimontato il suo tendone colorato nel nostro paese, cominciando a pubblicizzare i suoi spettacoli. Gran parte di questi, però, prevede l’utilizzo di animali. Animali estirpati dai propri habitat naturali, costretti a vivere in cattività, per puro e semplice vezzo.

Premesso ciò, non vi stupirà affatto sapere che il Movimento 5 Stelle di Pisticci, da sempre contrario allo sfruttamento degli animali, non è affatto felice di ricevere i suddetti ospiti nel suo territorio. Non riusciamo proprio a capire come sia possibile che soggiogare un essere vivente indifeso alla propria volontà, costringendolo alla reclusione e privandolo dei propri istinti, possa essere definito “arte”.

La detenzione forzata degli animali ed i continui spostamenti, nonché le interminabili sedute di addestramento sono, di fatto, contrarie alla loro etologia. Questo è quanto sostiene la Federazione Veterinari Europei e la Federazione Nazionale Ordini Veterinari Italiani, nonché numerosi professori specializzati in etologia che hanno sottoscritto una dichiarazione sul benessere e i bisogni etologici degli animali selvatici ed esotici nei circhi in cui si afferma fortemente il principio di incompatibilità tra la natura degli animali, etologica ed ecologica e la loro permanenza nei circhi.

Per fortuna la sensibilità sta cambiando, dai dati Eurispes il 71,04% degli italiani è contrario all’utilizzo di animali nei circhi e su 28 stati membri dell’unione europea più della metà hanno vietato o introdotto limitazione a questo tipo di spettacoli, e non è un caso che grandi famiglie circensi che hanno fatto una scelta artistica basata solo sulle grandi qualità atletiche e di spettacolo dei propri artisti non risentano della crisi del settore.

Le ordinanze comunali a tal riguardo sono state tutte o quasi impugnate ed i Tar hanno dichiarato illegittime le disposizioni, condannando i comuni a risarcimenti anche ingenti. In base alla legge 337 del 1968 che regolamenta l’attività dei circhi e degli spettacoli viaggianti, infatti, la competenza spetterebbe al governo e non ai comuni. Abbiamo bisogno che sia lo Stato ad interpretare le volontà dei cittadini. Al momento inoltre mancano i decreti attuativi per dar seguito alla legge 175 del 22 novembre 2017 che prevedeva un graduale superamento della presenza degli animali. La volontà di azione in tal senso era stata espressa dall’ex ministro Bonisoli e dal ministro Sergio Costa, essendo una tematica che riguardava tanto il MIBACT (Ministero per i beni e le attività culturali) quanto il Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare.

Ci auguriamo che l’attuale ministro Franceschini porti avanti la nostra battaglia, soprattutto considerando che la legge del 2017 era opera sua ma anche sua è stata l’inerzia del proseguo dell’iter. Perciò, ad oggi, vista e considerata l’impossibilità da parte degli enti comunali di proibire l’approdo dei circhi nel proprio territorio, l’unica arma che “ci compete” è quella economica.

Boicottiamo il circo con animali, nella speranza che i mancati introiti rappresentino un ottimo motivo per non tornare.

Commenta con FB

Commenti

NO COMMENTS