Finché c’è sole c’è speranza!

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E’ questo quello che probabilmente pensano gli ormai esausti abitanti della frazione di Marconia. Infatti, appena all’orizzonte si scorgono alcuni grossi e neri nuvoloni, comincia lo spettacolo da “trincea della grande guerra”, con sacchi di sabbia posizionati agli ingressi di abitazioni, scantinati ed attività commerciali. Lo scopo è quello di arginare i consueti allagamenti. Di fatto, bastano dieci minuti di abbondanti precipitazioni per trasformare il centro abitato in una sorta di mega acquapark.
A cosa si deve tutto questo? Come al solito i politicanti di professione, con dei voli pindarici, deviano la questione e se ne escono con il discorso che qualche cittadino furbetto ha trasformato lo scantinato in una tavernetta abusiva. Certo, tra i principi del Movimento 5 Stelle c’è anche la lotta serrata ad ogni forma di abusivismo. Ma cosa c’entra questo? Dove è scritto che gli scantinati debbano sistematicamente allagarsi?
Per non parlare, poi, delle strade urbane, in caso di pioggia percorribili agevolmente soltanto con mezzi acquatici, e di quelle extraurbane, con una segnaletica inesistente ed un manto bituminoso inadeguato che, con un po’ di pioggia, diventa tutt’uno con lo sterrato, creando un effetto illusionistico degno di David Copperfield.
Il nocciolo della questione, a nostro avviso è un altro: l’impiantistica urbana per il deflusso delle acque, progettata e messa in opera con modalità da rivedere totalmente, visti i risultati, è evidentemente bisognosa di urgenti interventi di manutenzione.
Per quanto riguarda le strade extraurbane, il rifacimento della segnaletica e del manto stradale, con l’aggiunta di rifrangenti ai bordi e al centro strada, quantomeno faciliterebbe la viabilità in caso di avversità atmosferiche.
Nell’affannosa ricerca di consensi, tra improbabili parti in gioco e rattoppi stradali, perché in tutto questo tempo, l’Amministrazione non ha provveduto ad affrontare il problema? Cosa ha fatto nel quinquennio, oltre, sembrerebbe, ad aver sbagliato le domande di indennizzo per i danni causati dall’alluvione? E, soprattutto, per quanto tempo ancora i cittadini potranno vivere in stato di perenne emergenza, dovendo correre ai ripari dalle inondazioni con i sacchi di sabbia?
Come attivisti e cittadini, ci poniamo e vi poniamo queste domande. Sperando, come si dice in gergo, “ca u tiemp manten”.

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