I vitalizi son… la loro passion…

0
444

Noi lo sapevamo. Sapevamo che avrebbero preferito mozzarsi un braccio, piuttosto che togliersi un privilegio.
Dopo 4 anni di battaglie condotte dai portavoce del Movimento 5 stelle per eliminare i vitalizi, il passaggio alla Camera della legge che si scrive Richetti ma si legge Lombardi, è stato senz’altro un successo da festeggiare, ma tutti noi eravamo consci che la vittoria sarebbe stata lontana.

Temevamo che una volta arrivata in Senato, la suddetta legge sarebbe stata talmente modificata da non essere più riconoscibile, per poi essere di nuovo riportata al vaglio della Camera dei Deputati, allungando così un brodo tanto interminabile quanto indecente.
E invece il PD ci stupisce ancora: alla richiesta di calendarizzazione da parte dei Senatori pentastellati, loro votano contro. Votano contro la calendarizzazione di una loro stessa legge: in Senato il taglio delle pensioni dei parlamentari non deve arrivare, o quantomeno, non prima delle sacrosante vacanze. Eh sì, dopo un anno di duro lavoro per risollevare le sorti del paese, una meritata pausa dalle innumerevoli gesta eroiche dei parlamentari Dem ci vuole.

Dovete comprenderli: i Senatori del PD sono mentalmente esausti, a tal punto da non riuscire a valutare entro 30 giorni i pro e i contro di una legge scritta da loro. Fenomenali. Magari sotto l’ombrellone sperano di riuscire ad escogitare qualche scusa più credibile.

E non è finita qui. Ieri in aula i Deputati hanno discusso del bilancio della Camera. Il gruppo pentastellato, certo che il PD avrebbe fatto di tutto per affossare il taglio alle pensioni dei parlamentari, come i suoi stessi Senatori hanno dimostrato pochi giorni fa, coglie la palla al balzo e propone il taglio dei vitalizi in essere. Ma chissà in preda a quale visione premonitrice, la Boldrini giudica le proposte dei 5 stelle inammissibili perché (tenetevi forte) lei già sa che la legge verrà discussa in Senato. Chi ce lo garantisce, dato che non è stata calendarizzata proprio grazie a chi l’ha scritta e detiene la maggioranza, non è dato sapere, ma la presidentessa della Camera ne è già al corrente. A dir poco incredibile.

A questo punto uno dei deputati pentastellati, Alessandro Di Battista, richiamando il regolamento fa notare la gaffe alla presidente, che per tutta risposta spegne il suo microfono nel bel mezzo del discorso e lo caccia dall’aula. “I toni erano inammissibili” balbetta la Boldrini, la stessa che va in giro a parlare di antifascismo: si può essere più ipocriti?

Questi sono i rappresentanti del popolo Italiano in Parlamento: quelli che pur di non parlare di tagli ai privilegi, affossano le loro stesse proposte. Quelli che reputano inammissibili le proposte dell’unica vera forza d’opposizione, accampando scuse insostenibili. Quelli che cacciano dall’aula chi lecitamente fa notare delle ingiustizie commesse non a danno del Movimento 5 Stelle, ma di tutti i cittadini italiani.

Ricordatevi di queste parole e di questi soprusi il giorno in cui andremo a votare. Ricordatevi che le priorità del Partito che si dice “Democratico” e che propone leggi antifasciste, oggi sono il salvataggio delle banche, dei tornei di golf e dei tanto amati vitalizi, mentre 5 milioni di italiani vivono in stato di assoluta povertà e altri 12 milioni rinunciano a curarsi. Manteniamo viva la memoria, perché non esiste altro modo di liberarci da questo giogo straziante.

A riveder le stelle.

Commenta con FB

Commenti

NO COMMENTS