Il mare dei lucani sullo Jonio è area protetta

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Da oggi le trivelle nel Mar Jonio sono un po’ più lontane dagli interessi economici e dai rischi di salute per i lucani. Con delibera di Giunta regionale è stata istituita l’Area Marina protetta “Magna Grecia”, a soli 6 anni da quando è stata ipotizzata e sperata. Sarà estesa per 29 miglia marina e comprenderà i 33 km di costa lucana nel Mar Jonio, ma quel che conta è che consentirà di valorizzare l’insolita biodiversità floreale marina, con presenza della Cystoseira e della Cymodocea nodosa, e le varie specie di delfini e di capodogli, costantemente presenti nel mare dei greci, che è il più profondo dei mari del Mediterraneo.

L’idea di un’area marina protetta è nata come naturale proiezione delle 5 zone umide Zps e Sic presenti alle foci dei cinque fiumi lucani: troppo particolare la biodiversità della costa lucana, per non pensare che una identica protezione ambientale non andasse prevista anche per il tratto di Mar Jonio antistante la costa lucana.

Una costa sabbiosa molto estesa e abbastanza rara nel Mar Jonio, ad eccezione della costa orientale siciliana e appunto di quella lucana, tant’è che viene scelta dalla tartaruga Caretta caretta per la deposizione delle sue uova e per la conservazione della sua specie.

La presenza in queste acque della Caretta caretta, che gode di protezione europea, e la sua predilezione proprio per nidificare lungo i lidi sabbiosi della Basilicata, è poi stato il motivo ambientale che ha convinto il governo Renzi, nella scorsa legislatura, ad approvare all’unanimità un Ordine del Giorno che impegnasse il governo a considerare il Mar Jonio antistante la Basilicata, al centro del Golfo di Taranto, come area da proteggere. Costituendo di fatto il primo passo per sperare nella sesta Area Marina protetta dello Jonio, la più grande per estensione tra le altre cinque già istituite da tempo: Capo Rizzuto in Calabria, Porto Cesareo in Puglia e, in Sicilia, dei Ciclopi, del Plemmirio e delle Pelagie.

Il percorso dell’area marina protetta del Mar Jonio lucano è anche un cult per il M5S, perché è la dimostrazione che le azioni sul territorio possono ottenersi partendo dal basso e non solo subendole dall’alto. In quanto, l’idea è venuta a due attivisti di Pisticci, Francesco Radesca, che oggi è assessore comunale alla Tutela degli animali, e Di Paola Vito, addirittura emigrato a Padova. I quali hanno coinvolto i senatori lucani, Vito Petrocelli e Arnaldo Lomuti, e la senatrice campana, Vilma Moronese, ottenendo l’Odg che ha dato il via al progetto che ha poi seguito un iter regionale definitivo. Per il quale si sono impegnati l’amministrazione pentastellata di Pisticci del sindaco Viviana Verri, i due rappresentanti M5S in Regione, Gianni Perrino e Gianni Leggieri, la dirigente regionale Antonella Logiurato e l’attuale assessore regionale all’ambiente, Francesco Pietrantuono, a cui si deve materialmente la delibera di giunta regionale che istituisce l’Area Marina Protetta, “Magna Grecia”. Che adesso sarà sottoposta al vaglio della Commissione Europea.

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