Via Camerino numero 17: finalmente l’odissea si è conclusa

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Correva il Febbraio del 2011 quando, nel palazzo di proprietà dell’ATER, situato in via Camerino 17 a Marconia, in seguito ad alcuni sopralluoghi che avevano evidenziato la presenza di problemi strutturali, fu predisposto lo sgombero di dodici famiglie, con la promessa che sarebbero rientrate in possesso delle proprie case e dei beni rimasti in esse entro un tempo massimo di tre mesi.

Sono invece passati poco meno di otto lunghi anni da quel giorno. I lavori di adeguamento antisismico e ristrutturazione hanno infatti subìto, nel corso degli anni, innumerevoli rinvii dovuti a continui problemi sorti tra il committente (ATER) e le ditte aggiudicatrici dell’appalto.

Numerosi sono stati i solleciti da parte dell’attuale amministrazione sia con l’Ater che con la Regione Basilicata (che ricordiamo ha compiti di vigilanza sull’Azienda Territoriale per l’Edilizia Residenziale) che, preoccupata per le sorti degli abitanti del civico 17, ha sempre chiesto a gran voce l’ultimazione dei lavori ed il pagamento dei contributi ai privati per sostenere i costi degli affitti, spesso molto esosi, ma le risposte sono state del tutto insoddisfacenti.

Queste dodici famiglie infatti, nel frattempo hanno alloggiato presso abitazioni private a carico della Regione, Regione che negli anni ha speso il doppio del denaro pubblico tra i costi dell’appalto e il rimborso dei canoni d’affitto. Questi contributi però sono stati corrisposti al comune soltanto fino a metà del 2017, mentre lo stanziamento dei fondi per gli affitti dell’ultimo anno è caduto nel dimenticatoio (infondo tra arresti, indagini, bilanci soggetti al vaglio della Corte dei Conti, vacatio presidenziale, era umanamente impossibile prestare attenzione anche ai problemi dei cittadini).

E nonostante il consigliere regionale pentastellato Gianni Perrino abbia presentato un ordine del giorno ad integrazione dell’ultima variazione di bilancio della giunta Pittella, non c’è stato ancora alcun impegno concreto in tal senso da parte della Regione. Di certo noi non ci arrendiamo: attenderemo con ansia l’insediamento della nuova giunta, nella speranza che la spartizione delle poltrone si concluda nel più breve tempo possibile e possibilmente prima della fine del mandato, così che la Regione ricominci ad assolvere i suoi compiti dopo mesi di catarsi. Ma soprattutto continueremo a rivendicare i diritti della nostra popolazione che al momento non sembrano essere una delle priorità del centrodestra neo-eletto.

Ora che i lavori si sono conclusi e le famiglie, dopo anni di attesa, sono tornate nelle loro abitazioni e ora che è stata restituita quella tranquillità che spettava loro e che si sono visti negati per otto lunghi anni, cogliamo l’occasione per ricordare ad Ater e alla Regione Basilicata che è loro obbligo fare manutenzione delle palazzine di loro competenza e del verde attiguo ( articolo 18, d) gestire il patrimonio di loro proprietà e quello di proprietà dello Stato e degli Enti locali, nonché il patrimonio di enti pubblici e di privati o affidato alla loro gestione, realizzando periodicamente opere di recupero, compresa la riqualificazione e la manutenzione degli spazi di uso comune, degli spazi verdi e di pubblico accesso;).

Spesso i cittadini ci segnalano calcinacci caduti, soglie di balconi pericolanti, ascensori datati e mal funzionanti e non è sempre facile per l’Ente Comunale far capire il gioco delle competenze e i tempi troppi lunghi di una burocrazia che spesso danneggia proprio le fasce più vulnerabili della popolazione. L’amministrazione, da parte sua, continuerà a vigilare e a fare il possibile affinché ogni ente adempia correttamente ai propri obblighi nei confronti dei cittadini e che il benessere collettivo costituisca l’obiettivo fondamentale da raggiungere e perpetrare.

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