Con l’Amministrazione Verri, 7 concorsi pubblici e 49 assunzioni nel quinquennio 2016-2021

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Negli ultimi Consigli Comunali abbiamo assistito ad una discussione paradossale sulle colpe dell’Amministrazione Verri, rea di aver espletato pubblici concorsi al fine di rimediare alla carenza endemica di personale che da anni affligge gli uffici comunali.

Erano anni infatti che, ai numerosi pensionamenti non faceva seguito l’ingresso di nuove unità per dare stabilità ai vari settori, evitando la paralisi di servizi che, nel caso del Comune di Pisticci, vanno garantiti per le due sedi di Pisticci e Marconia. Le forze politiche del territorio non hanno perso occasione per screditare gli enormi sforzi compiuti in questi anni dall’Amministrazione per assumere nuovo personale, quasi fosse un’eresia l’aver pensato che senza il motore è impensabile che una macchina possa funzionare!

Ma di fronte alle illazioni, si può rispondere soltanto con i dati di fatto. In totale il Comune di Pisticci, durante gli anni dell’amministrazione Verri ha espletato 7 concorsi pubblici per assunzioni di personale a tempo determinato ed indeterminato, 3 selezioni ex art. 110 TUEL, 4 stabilizzazioni ai sensi della Legge Madia, assumendo in totale 49 unità di cui 21 a tempo determinato e 28 a tempo indeterminato.

Tramite queste procedure sono state reclutate risorse preziose per ridare forza a settori nevralgici dell’Amministrazione comunale, quali la Polizia Locale, con l’assunzione del Comandante (figura che mancava da diversi anni), un Tenente, 11 nuovi agenti a tempo indeterminato e 6 stagionali, il settore Ambiente con un dirigente ed un ingegnere, il settore Tecnico con un ingegnere, un geometra e un dirigente a tempo indeterminato, il settore Finanziario, con l’assunzione di quattro nuovi contabili, il settore Amministrativo con due nuove unità ai servizi demografici, oltre al dirigente e all’istruttore amministrativo.

A ciò va aggiunta la partecipazione ad un progetto regionale che ha consentito di selezionare 11 persone con disabilità a tempo determinato per tre anni. Si è posto rimedio anche agli obblighi di legge relativi al reclutamento di categorie protette, espletando due selezioni e assumendo altrettante figure. A chi conosce la storia pisticcese, non sfuggirà certamente che tante assunzioni al comune di Pisticci non si vedevano da decenni.

Alla luce di questi dati appare ancor più paradossale l’accusa di non aver selezionato esclusivamente “gente del posto”, come se l’articolo 51 della Costituzione “Tutti i cittadini possono accedere agli uffici pubblici ed alle cariche elettive in condizioni di uguaglianza secondo i requisiti stabiliti dalla legge” fosse carta straccia o come se fosse lecito intromettersi nei pubblici concorsi per avvantaggiare questo o quell’altro candidato, sulla base di un inesistente criterio territoriale.

Ma non sarebbero stati, questi si, atteggiamenti da condannare? Da parte di chi si è candidato alla guida del nostro Paese, e da chi sedendo tra i banchi dell’opposizione dovrebbe vigilare sul rispetto della legge nel pubblico operato, certe affermazioni risultano lesive del rispetto delle leggi ed emblematiche di una visione politica che rimanda sinistramente ad un’epoca di clientelismi e raccomandazioni.

I cittadini sono stati tutti adeguatamente informati delle selezioni in atto, attraverso ogni canale pubblico disponibile, cosa che non siamo certi sia sempre avvenuta in passato, per l’accesso al concorso sono stati stabiliti requisiti oggettivi ed inclusivi e il fatto di aver privilegiato la valutazione delle prove di esame rispetto alla valutazione dei titoli del candidato, ha dato la possibilità a molti giovani, compresi i pisticcesi, di poter accedere alla pubblica amministrazione in maniera libera e trasparente (i nuovi assunti hanno, in media, un’età compresa tra i 30 e i 35 anni).

E finalmente, il tanto decantato (da tutti, in tutti i luoghi ed in ogni discorso) ricambio generazionale nella pubblica Amministrazione, a Pisticci non è più soltanto una promessa elettorale, ma un dato di fatto.

Oggi l’Amministrazione raccoglie il frutto del lavoro di questi 5 anni, a differenza di chi è capace di coltivare unicamente la cultura del sospetto ed infondere una sfiducia nelle istituzioni che, prima o poi, si ritorce contro la politica stessa e va sicuramente a danno dei cittadini e delle speranze dei giovani.

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