Fermo NO del gruppo consiliare del Movimento 5 Stelle di Pisticci al deposito unico in Basilicata

0
370

La notizia che la Basilicata rientri tra le zone potenzialmente adatte ad ospitare il deposito unico di scorie nucleari, non può che lasciarci sgomenti. Noi che già troppo abbiamo dato in termini ambientali.

Ma cos’è quel documento che abbiamo visto su tutte le testate e cosa significa? Si tratta di una mappatura, commissionata alla Sogin nel 2010 ed oggi resa nota, al fine di accogliere i pareri delle Regioni e dei territori interessati. Successivamente i tecnici del Cnapi hanno redatto una carta nazionale che, in base a rilievi geologici ed infrastrutturali, individuano 67 aree idonee tra cui figura anche la Basilicata e precisamente i comuni di Matera, Montescaglioso, Montalbano Jonico, Bernalda, Irsina per la provincia di Matera. Il Governo ha desecretato questa Carta nazionale e l’ha resa pubblica. Quindi la Carta Nazionale delle Aree Potenzialmente Idonee già esisteva ed ora è stata resa pubblica.

Certi che l’inquinamento ambientale non sia una questione di confini geografici, e profondamente convinti che la nostra terra debba seguire la sua vocazione al turismo ed allo sviluppo dell’agroalimentare, ci opponiamo fermamente qualora la scelta del sito del deposito unico possa riguardare la nostra regione. E faremo sentire la nostra opposizione nelle sedi istituzionali e non. Non sia mai che il rifiuto dell’Amministrazione regionale possa tramutarsi in accoglienza magari allettati dalle ricadute economiche!

Ora è la politica che deve esprimersi e deve farlo tenendo presente la voce dei territori.

Noi, come gruppo politico di maggioranza consiliare, proponiamo al Sindaco una delibera di indirizzo che esprima la volontà di questa Amministrazione e del Consiglio comunale tutto di respingere fermamente l’ipotesi del deposito unico in Basilicata e chiediamo che il Sindaco del Comune di Pisticci si faccia portavoce presso le altre Amministrazioni lucane della necessità di essere compatti, al di là di ogni colore politico, e di ratificarlo ognuno nella propria assise.

Siamo certi che la nostra proposta verrà accolta, poiché ben sappiamo tutti i no detti in ogni sede e per ogni impianto o azienda, che potessero avere ricadute negative sia sulla salute dei cittadini che sullo sviluppo ecosostenibile del nostro paese. Ci piace ricordare, ad onor di cronaca, il NO detto al pirolizzatore di Irle, al rinnovo delle concessioni estrattive di San Teodoro e di Serra Pizzuto, al rinnovo dell’Aia di Tecnoparco, all’impianto di trattamento per rifiuti solidi urbani in località Santa Lucia, all’ampliamento ed alla modifica dell’impianto a biogas in località Incoronata che uno dei nostri gioielli archeologici che andava tutelata a tutti i costi.

Commenta con FB

Commenti

NO COMMENTS